SE LA NATURA FOSSE STATA CONFORTEVOLE, L'UMANITA' NON AVREBBE MAI INVENTATO L'ARCHITETTURA - Oscar Wilde
  • Trasformazione della Filanda di Soncino (Cr)

    Categoria: Concorsi / Proposte
    Tipologia:
    Anno: 2004
    • In Cantieri Mapo con Architetti Bigozzi, Soffientini e Mertens
    • Prima e seconda fase
    • 1°premio per il progetto di trasformazione dell’ex Filanda Merloni in Centro Culturale

    Il bando di concorso del Comune di Soncino (Cr) prevedeva il recupero, e la progettazione di nuovi spazi all’interno dell’antica Filanda Merloni ed in particolare:

    • Auditorium /cinema / musica e teatro
    • Biblioteca
    • Accoglienza (uffici pro-loco, ristorante, bar, servizi
    • Museo dell’antica Filanda

    Il progetto ha il suo fulcro nella re-interpretazione del cortile interno del complesso. Da luogo privato, chiuso diventa, per le nuove funzioni insediate, la futura piazza pubblica, magnete sociale, e punto di riferimento per la cittadinanza. Da questo discende la necessità di revisione del prospetto ovest interfaccia preferenziale con la città e delicato punto di confronto con la Rocca sforzesca. In questo senso, così come per la forte necessità di rendere visibili i servizi a disposizione per i turisti, il progetto comporta la demolizione dei corpi edilizi del fronte ovest a favore di una ricostruzione sulla stessa linea di giacitura.Il nuovo prospetto fronte Rocca viene così a definirsi dalla composizione tra la nuova testa del teatro luogo del palcoscenico a ricostruzione dell’edificio crollato; dal nuovo “edificio” di ingresso in continuità con il prospetto del foyer del teatro; dalla testa dell’edificio neoclassico liberata, quest’ultima, dai tamponamenti alle finestrature e dai corpi di servizio addossati maldestramente.

    Il rapporto con la presenza forte e importante della rocca viene affrontato direttamente dal progetto con un intervento sul prospetto “debole” della Filanda, proprio quello che guarda direttamente la Rocca. In virtù del nuovo ruolo di centro culturale della città e della visibilità che comporta, il progetto, elabora il tema dell’ingresso con un risultato di dimostrare chiaramente le scelte fatte grazie ad uno stilema architettonico volutamente semplificato non decorativo ma plastico, così come la Rocca ma anche lo stesso isolato urbano soncinese suggeriscono, senza voler, infine, lasciare dubbio alcuno sul carattere di contemporaneità dell’intervento. Il confronto tra il nuovo prospetto e l’esistente mette in evidenza come il programma compositivo rielabora gli elementi esistenti, pieni-vuoti, finestrature e allineamenti alla ricerca di un equilibrio tra nuove necessità e caratteri storici espressione di necessità antiche.il nuovo ingresso si configura come un luogo di soglia tra gli spazi pubblici esistenti, soggetti all’influenza della “mole” della rocca, e la nuova piazza come luogo aperto e permeabile ma, al contempo, riconducibile ad un’unità chiusa così come nel tempo si è venuta a definire; è costituito da un ampio portale in acciaio a due soli appoggi agli estremi, così da favorire la permeabilità e la libertà di passaggio.

    I visitatori potranno vedere gli antichi apparati tecnologici della filanda ed al contempo percepire la presenza dei nuovi sistemi tecnologici installati.Le antiche vasche di trattamento dell’acqua dislocate nel cortile oltre che rappresentare “il luogo della memoria” saranno utilizzate come elementi di raffrescamento naturale dell’ambiente. All’interno delle due grandi vasche verrà formata una soletta impermeabilizzata appena sotto il filo dell’acqua così da mantenere il sistema delle vasche in un regime di sicurezza per gli utenti senza snaturarne il carattere. Il ricambio dell’acqua lento ma costante eviterà fenomeni di ristagno.Il sistema di illuminazione della piazza è per scelta minimale, realizzato per lo più con segnapasso, intanto per lasciare “riposare” i monumenti e per non contribuire al generale inquinamento luminoso delle città, fornendo allo stesso tempo un’illuminazione di cortesia e di sicurezza. Tutti i percorsi di bordo che permettono l’accesso ai diversi ambiti (anello perimetrale e “sagrato” d’accesso all’Accoglienza) sono realizzati in cls gettato in opera con trattamento a spolvero di quarzo di colore chiaro.L’unico camminamento esterno non realizzato in calcestre o cls è la superficie calpestabile dalla terrazza che, quale “elemento sospeso”, è rivestita da un pavimento in legno di Iroco massello disposto a listoni maschiati.

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